La vera ricchezza è strettamente legata alla sola salute mentale come condizione di equilibrio interiore.
Rivolgere il pensiero nell’interno della coscienza, prevalentemente verso la propria persona e al proprio mondo interiore, senza estraniarsi come introversi dalla realtà esterna è una pratica necessaria. Solo chi sta bene con se stesso, anche nel silenzio, conosce la pace e comprende che valorizzando le piccole cose di ogni giorno si ottiene una vita appagante.
La saggezza è figlia di una ricchezza interiore consapevole. La vera ricchezza non dipende dai soldi, dalle cose materiali o dal tempo se mal gestiti, nemmeno dalle amicizie finte o dai sentimenti non autentici. A tutto questo va assegnata qualità e attribuito un senso. Il denaro e i beni materiali non vanno accumulati senza un fine chiaro. Il tempo non va sprecato. Amicizie e sentimenti vanno selezionati attentamente e curati. Le relazioni tossiche non servono, meglio la completa solitudine.
I sensi vanno mantenuti accesi e ciò che può offuscarli va spento.
Niente ansia da status: nessuna necessità di rincorrere uno stile di vita superiore a quello dei propri vicini o conoscenti, senza il veleno del confronto continuo dettato spesso da una malsana invidia. La povertà più grande è il desiderio infinito di ciò che non si ha.
Qualunque sia il tuo status sei sempre e solo tu, nulla di più o di meno, tu.
Non è una missione impossibile. È una transizione verso una gestione più intelligente di quello che hai.
Sembra un concetto banale eppure per troppi non lo è: pensare di vivere al meglio dentro la propria realtà, ricco o povero che uno sia.
Si possono sprecare tante cose, spesso la vita.
L'irresponsabilità sta nel vivere alla giornata ignorando il futuro. Ma l'ipocrisia sta nel credere che la felicità inizi solo dopo aver accumulato un impero. La sicurezza protegge, l'accumulo ossessiona.
Non serve una vita perfetta per esserne padrone.
SpotCage
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